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Il rapper romano Metal Carter ha rilasciato il suo nuovo album dal titolo "Vendetta Privata" e arriva dopo due album personali (e relativa attività nei Truceboys e Truceklan). Diciassette tracce che sono un grido corale di disagio profondo, una catarsi curativa che se non cura infetta ancora di più il pulcino che malauguratamente si mette all'ascolto. Diciassette tracce, semplicemente, di Metal Carter, puramente sue, caste, nobili, eretiche e blasfeme quanto divine e gonfie di devozione. Devozione a chi? A questo santo eterno Niente. Diciassette tracce che salgono come succhi gastrici, fastidiosi, spigolosi.
Per chi non avesse seguito le puntate precedenti del serial ‘Metal Carter’ ricordiamo alcuni aspetti chiave riguardo a questo personaggio. Marco (suo vero nome) vive a Roma, quartiere Primavalle: non molto è dato sapere sulla sua persona tranne ciò che si può evincere dai suoi testi. Il ragazzo ha passato una buona metà della propria vita tra psicologi e psichiatri cercando di lenire disturbi mentali che l’hanno condannato per troppi anni a convivere con il proprio malessere interiore. Questo carico di sofferenza e dolore lo spinge a riversare nel suo rap tutto lo schifo che si porta dentro e tutta la rabbia per l’ingiustizia di dover subire un simile peso. Di pari passo va l’indignazione che prova per le ingiustizie della società malata che viviamo tutti: l’arroganza dei potenti e dei vincenti che schiaccia senza pietà i deboli e gli indifesi, l’ipocrisia della censura, la cultura dell’immagine fine a sé stessa. L’amore per la musica metal e per l’horror cinematografico lo porta a scegliere di esprimersi attraverso un immaginario gotico ed apocalittico fatto di allegorie ed iperboli del male che possano dare sollievo al dolore vero e purificare la propria anima dolente attraverso una violenta catarsi interiore. Metal Carter diventa così l’alter ego con cui Marco cerca di sputare fuori tutta la sua rabbia e di liberarsi dal peso del proprio dolore. In questo senso un suo disco ha il medesimo fine che può avere certo cinema horror che reagisce con la brutalità del sangue e della morte seriale ed ingiustificata ad una società che offre le stesse cose ma camuffandole da normalità. La connotazione allegorica e catartica del rap di Carter è spesso sottolineata dallo stesso rapper romano che dice esplicitamente “chi mi prende alla lettera è veramente indecente, più di noi”. La vendetta del titolo è quindi una vendetta simbolica contro la vita che toglie spesso ai più deboli e li schiaccia spietatamente.
“Vendetta privata” è un disco praticamente autoprodotto, distribuito solo ai concerti di Carter o, su richiesta online, via posta dalla Jointmonstersfarm. Per acquistarlo o avere maggiori info: www.myspace.com/jointmonstersfarm.
VENDETTA PRIVATA
01. Muori per me
02. Il suono del male
03. Falso
04. Pagliaccio di ghiaccio pt. 2
05. Giorni di sofferenza
06. Non ho fatto niente - skit
07. Oltre la verità
08. Trucedelirium feat Truceboys
09. Riflesso
10. Certe carezze
11. C’è un topo che mi fissa - skit
12. Attitudine
13. Visioni morbose
14. Da Primavalle al Torrino pt. 2 feat Santo Trafficante
15. Per quelli come te
16. Ce lo sai
17. P.D.G. ego
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